Scheda del termine VESTA

VESTA

(Fulvio De Santis)

 

Ai versi 15 e 16 della II cobla di Si.m fos Amors (edizione Eusebi) si legge

tan li serai sers e obediens

tro de s’amor, si.l platz, baizan me vesta.

[…sarò suo servitore obbediente finchè, se a lei piace, m’investa del suo amore baciandomi. (traduzione Eusebi)].

 

Dall’apparato critico della stessa edizione Eusebi si evince che la variante me vesta, tradotta con il verbo m’investa, risulta decisamente minoritaria rispetto a menuesta, riportata dai manoscritti A, B, I, K, N2, S, Uc.

 

Il termine vesta proviene dal latino VESTIO, IS, IVI (II), ITUM, VESTIRE, verbo denominale da VESTIS, IS. I campi semantici principali, in latino, fanno capo ai concetti di vestire, rivestire, ricoprire e ornare. Interessante, in particolare, quest’ultima accezione, riferita all’oratoria: vestire atque ornare oratione [rivestire degli ornamenti dello stile] (dal vocabolario Castiglioni-Mariotti).

 

I lemmi derivati presentano in provenzale una semantica piuttosto articolata, che fa riferimento a due sfere prioritarie e naturalmente collegate:

a)      ambito della vestizione (in senso concreto, riferito all’abbigliarsi);

b)      ambito dell’investitura.

 

Raynouard – Lexique Roman

 

I principali lemmi e ambiti semantici proposti da questo lessico sono i seguenti.

 

1.      Vestir/investir: dal latino VESTIR(E), con apocope della E finale.

In particolare, vestir: habiller; investir: donner l’investitur.

2.      Vestimen/vestiment: dal latino VESTIMENT(UM), da cui anche il lemma italiano vestimento.

3.      Vestitura:  Sia nel senso di veste (vetement, in fr.) che di investitura. Gli corrisponde il termine italiano vestitura. Analoga doppia semantica per vestizo/vestizon.

4.      Envestir: dal verbo latino INVESTIR(E). Corrisponde al verbo italiano investire. Il Raynouard riporta come esempio per questo verbo i versi di Si.m fos Amors, , accogliendo la lezione maggioritaria dei manoscritti (menuesta):

tan li serai sers et obedienz

tro de l’amor, s’ill platz, baizan, m’envesta

[trad.: tant je lui serai serf fidèle et obéissant jusqu’a

ce que de l’amour, s’il lui plait, en baisant elle m’envestisse].

 

 

Domino DU CANGE  – Glossarium mediae et infimae latinitatis

 

Vestir: con la doppia accezione di donare l’investitura/mettere in possesso, e quella di ornare, decorare.

Il verbo latino VESTIRE viene definito come “possessionem conferre rei alicuius.”

Vestison: investitura.

Vesture:dare  l’investitura

 

 

Gli ambiti semantici enucleati da Raynouard e DU CANGE si ritrovano anche in italiano. Nel dizionario di S. Battaglia si riscontrano tuttavia alcune accezioni non registrate nel Lexique Roman. Si nota in particolare un arricchimento semantico in senso trascendente/spirituale

 

S. Battaglia – Grande dizionario della lingua italiana

 

  1. Coprire una persona con abiti, abbigliare.
  2. Fornire di abito, anche nel senso di abito idoneo.
  3. Prendere (o far prendere) l’abito sacerdotale.
  4. Indossare armi; raggiungere l’età per combattere; armarsi di difese spirituali.
  5. Assumere abito intellettuale/forma mentale; meritare un titolo; investire di un dono spirituale.

Esempi: Dante, Par. XV, 54: “…mercè di colei / ch’a l’alto volo ti vestì le piume”. Bibbia volgare: “Vestirò li suoi sacerdoti di salute”.

  1. Dare corpo a un essere umano con la procreazione o con un intervento miracoloso. Anche con riferimento all’incarnazione di Cristo per opera dello Spirito Santo.

Esempio: Dante, Inf. 33, 62: “…Padre, assai ci fia men doglia / se tu mangi di noi: tu ne vestisti / queste misere carni, e tu le spoglia”. Il verbo vestire, qui e altrove nella Commedia, è usato metaforicamente per indicare il corpo, inteso appunto appunto come veste. Si veda ad esempio anche Inf. XIII, 103: “Come l’altre verrem per nostre spoglie, / ma non però qualcuna sen rivesta, / ché non è giusto aver ciò ch’om si toglie” (riferito ai suicidi).

  1. Investire di autorità.
  2. Ricoprire, rinforzare.
  3. Ornare.
  4. Pervadere un luogo (di luce/oscurità).
  5. Ammantare/arricchire una realtà, per farla apparire migliore.

 

I termini vestitura e vestizione presentano una articolazione semantica coerente con quella del verbo. Si notino, in particolare per vestizione, nome d’azione da vestire, latino tardo vestitio, onis, le seguenti accezioni:

1. Cerimonia liturgica solenne in cui si indossa per la prima volta l’abito religioso o quello di carica ecclesiastica superiore.

2. Cerimonia di investitura cavalleresca.

 

Per quanto riguarda l’attributo vestito, sono interessanti le accezioni:

1. pervaso, illuminato. Si veda ad esempio Dante, Inf., I, 17: “…e vidi le sue spalle / vestite già de’ raggi del pianeta / che mena dritto altrui per ogne calle”. Chiavacci-Leonardi segnala in questi versi la  ripresa di una metafora virgiliana, da Aen. VI, 640: “Qui il cielo più ampio riveste (vestir) i campi di luce / purpurea”. La luce è qui una risposta allo sguardo che si è levato verso l’alto, e quindi un segno che le cose volgeranno al meglio.

2. rivestito in senso letterario, musicato.

 

Una Risposta

  1. Aw, this was an extremely good post. Finding the time and actual effort to generate a superb article… but what can I say… I procrastinate a whole lot
    and don’t manage to get anything done.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: