Schede dei termini PLOMBA e PLOM

 

«Si’m fos Amors de joi donar tan larga

cum ieu sui lieis d’aver ferm cor e franc,

ja de mos jorns no’m calgra far embarc,

qu’ieu am tan aut qu’espers me pueg e’m plomba (…)»

 

Nella I cobla di Si’m fos Amors, al quarto verso, troviamo la terza persona del verbo “plombare”, plomba, tradotto da Eusebi rinsalda, per specificare propriamente come la speranza di Arnaut per il suo amare “tan aut”, oltre a sollevarlo, innalzarlo, e quindi avvicinarlo maggiormente alla donna amata, lo rinforzi e lo saldi, per renderlo così meno fragile.

Plombare deriva dal latino plumbare: “impiombare, saldare con il piombo”.

La definizione che il Grande dizionario della lingua italiana di Salvatore Battaglia da di piombare, (oltre a quelle più comunemente usate soprattutto in un linguaggio non poetico di: “cadere dall’alto verticalmente a perpendicolo, con violenza, pesantemente e per lo più all’improvviso per effetto di circostanze naturali o in conseguenza di un atto volontario; abbattersi; schiantarsi”), è:

“ricoprire con uno strato protettivo di piombo; impiombare”.

Anche la definizione di Tommaseo è simile a quella di Battaglia:

“applicare uno strato di piombo, come preservativo, sul ferro od altro che facilmente si guasti all’aria”.

Se si cerca plombar sul Dictionnaire de la langue des trubadours di Raynourd, il significato è proprio plomber, garnir de plomb, cioè “piombare o guarnire di piombo”.

Riporto gli esempi:

«Elh daurara so que mantha gens plomba » da Guillame de Durfort: Quar say.

“Il dorera ce que mainte gent plombe”.

In senso figurato:

«En oc e No conois qu’un datz mi plomba»  da Bertrand de Born: Non estarai.

“Je connais que le seigneur Oui et Non me plombe un dé”

Per estensione la definizione è: “tuffarsi, afferrare, gettare il piombo”.

« Quo’l pescaire que plomba

en la mar, e pren ab l’esca

lo peisson que santa»  da E. Cairels : Era non vey.

“Comme le pêcheur qui jette plombe en la mer, et prend avec l’appât le poisson qui saute”.

Dal Dictionnaire di G. Godefroy:

Plomber, v. a. : garnir de plomb; vernisser avec du plomb ou une substance qui en tient lieu; revêtir de plomb en feuille; Fig. et par extens: rendre de la couleur du plomb ; ternir ; comme on dit aujourd’hui fieffé.

 

«E si be’m fas lonc esper no m’embarga

qu’en tan ric loc me sui mes e m’estanc

don si belh dig mi tenon de joi larc;

e segrai tan qu’om me port a la tomba,

qu’ieu no sui ges selh que lais aur per plom (…)»

 

Nella II cobla della stessa canzone troviamo al quinto verso, invece, il sostantivo plom, situato in contrapposizione ad aur, l’oro, preziosissimo metallo.

Arnaut di certo non «lais aur per plom», proprio perché una cosa di valore non verrebbe mai sostituita con qualcosa di inferiore.

Plom deriva dal latino plumbum: “piombo, palla di piombo, tubo, conduttura di piombo”.

In senso figurato si intende “grave, pesante, ottuso, insensibile, stupido, di cattiva qualità (senza valore)”.

Il piombo è un elemento chimico, un metallo tenero, pesante, malleabile e facile da lavorare. Può anche esprimere a volte idee di lentezza e pesantezza (anche in senso figurato).

Nel Grande dizionario di Battaglia la definizione che viene data di piombo (che spiega il senso che ne vuole dare Arnaut nella sua poesia) è:

“In contrapposizione a oro, per indicare persona o cosa di scarso valore, di cattiva qualità, oppure materia o argomentazione che non si presta a un’elaborazione letteraria, artistica o, anche, persona disonesta”.

Ad esempio Francesco da Barberino, nella sua opera Documenti d’amore, al verso 237, scrive: «Mangia pan d’oro e lor (ai parenti) dà piombo a bere»;  cfr. Bembo, 9-2-158: «Potete meglio spendere oro che non posso io piombo o più vile cosa».

Nel Dictionnaire di Raynourd plom = piombo.

« Ilh son pus pezan que plom » da Pierre de la Mula : De joglar

“Ils sont plus pesants que plomb”.

« Ai lo plom e l’estanh recrezut,

    e per fin aur mon argent cambiat»  da G. Adhemar: Non pot esser

“J’ai le plomb et l’étain dédaigné, et pour fin or mon argent changé”.

In senso locativo:

«Tot o mena a plom et a livell eta drecha linha»  da V. et Vert, fol.59.

“Il le mène tout à plomb et à niveau et à droite ligne”

In senso figurato:

« Non avia cor de plom,

     Sec e malvat, mas fiebo»  da R. Vidal de Bezaudun: En aquel.

“N’avait point cœur de plomb, sec et méchant, mais fidèle et bon”

Dal Dictionnaire di G. Godefroy:

Plomb, s. m.: métal d’un blanc bleuâtre, mou et pesant; A plomb, loc. adv., perpendiculairement.

 

Dopo aver analizzato i vari significati che si possono attribuire ai due termini plombare e plom, ci si rende conto che essi, pur avendo la stessa radice, vengono utilizzati in questa canzone con accezioni completamente opposte: nella I cobla plomba ha un’accezione positiva, in quanto indica il rafforzamento, nella II cobla l’accezione diventa negativa, definendo il plom essere solamente un metallo scarso, di poco valore.

 

Silvia Cucinotta

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