ESTANC – SCHEDA DEL TERMINE

“[…] E si be·m fas lonc esper no m’embarga

qu’en tan ric loc me sui mes e m’estanc

don si belh dig mi tenon de joi larc […]”

Prendiamo a titolo d’esempio i vv. 9-11 di Si·m fos Amors de joi donar tan larga [in traduzione: e se faccio una lunga attesa non mi dispiace (forse più letterale, in ogni caso vicina, rispetto alla traduzione proposta da Eusebi, “mi importa”; embargar, denominale da embarc, significa infatti ostacolare, imbarazzare, impedire – da Raynouard)/ poiché mi son messo e resto in un così ricco luogo/ in cui le sue belle parole mi rendono pieno (cioè prodigo, tanta ne ho) di gioia] per passare a esaminare il verbo estancar, denominale da estanc.

Da Raynouard:

ESTANCAR o ESTANQUAR, verbo (denominale da estanc): stancare, il cui etimo è forse *STANTICARE.

Tra i significati:

1) Arreter, contenir, calmer – fermare, contenere, calmare

Esempi:

Tro que foron lay on estet

l’enfant, et aqui s’estanquet” (dal volgarizzamento di un Vangelo apocrifo)

Fig. “Perqu’el desirs amoros no s’estanca” (H. Brunet, Cortezamen)

2) Rassasier – saziare, appagare

Esempi:

(Participio passato) “Tro qu’el critz es totz estancatz” (dal Roman de Jaufre)

Il Supplement wortherbuch di Levy propone, come ulteriori significati per estancar: frenare, arrestare, ritardare, rallentare, fermare e fermarsi, fare stagno, chiudere, serrare, trattenere, tenere a mente, mantenere calmo, conservare.

1) ESTANC (ma anche ESTAYNCH, ESTANH, STANC) è sostantivo maschile, dal latino stagnum, per cui è stagno, lago

Esempi:

M’estai miels qu’als gras peys en l’estanc” (Johan Esteve, Aissi cum)

Si’l reis Felips n’agues ars una barja

denan Gisorc, o crebat un estanc” (Bertran de Born, Non puosc mudar)

FIG. “Amors es de pretz la claus

e de proeza us estancx” (Arnaut Daniel, En breu brizara·l temps braus)

ALTRI ESITI ROMANZI (sempre da Raynouard): CAT. Estany; ANC. ESP. Estanco; ESP MOD. Estanque; PORT. Tanque; IT. Stagno.

2) ESTANC, aggettivo: stabile, solido

Esempi:

Aissi·m te amors franc

qu’alor mon cor no·s vire

ans l’ai ferm et estanc” (Raimond de Miraval “Aissi·m te amors“)

Dal Supplement worterbuch di Levy:

Per estanc, tra significati ed esempi ulteriori, cita anche “droit exclusif qu’un seigneur avait de vendre du vin aux habitants de sa seigneurie pendant una certaine epoque de l’annee; taxe qu’il percevait pour l’abandon de ce droit” [diritto esclusivo che un signore aveva di vendere vino agli abitanti della sua signoria durante un certo periodo dell’anno; tassa che egli percepiva per la cessione di tale diritto] (citando a sua volta da Godefroy, in cui estanc come aggettivo vuol dire invece desseché, sec, épuisé, las, vaincu, cioè inaridito, secco, esaurito, spossato, vinto).

Vediamo ora gli etimi latini, in latino classico:

Da IL – Castiglioni Mariotti

Stagno, as, avi, atum, are → stagnare, essere stagnante; di luoghi, essere inondato, sommerso; allagare, inondare, sommergere; rendere stagnante.

Stagnum, i → acqua stagnante, stagno, pantano, lago; poet. acqua, mare; stagno artificiale, bacino.

E latino tardo:

Dal Glossarium mediae et infimae latinitatis di Du Cange

Stagnare: stagno seu stanno obducere; oppure sanguinem sistere, ne fluat.

Stagnum:

mare;

stagnum pro stannum,cioè stagnum, lacus, qui non effluit, vel genus metalli; stagnum, Isidoro dicitur, quod metallum secernit;

– dalla Charta Joannis Abbatis S. Bertini: “Dicimus quod fossatum semper remaneat fossatum, nec Stagna ibi possint figi, nisi partes consentiant, ut dicta Stagna remaneant ibidem“;

sedes, sedile (pro Scamnum);

Stagnum hic idem quod Bannum vini, jus scilicet quod domino feudi competit vinum suum certo dierum spatio vendendi, aliis a vin proprii venditione cessantibus (la stessa definizione, sopra riportata, ripresa anche da Godefroy).

Passiamo dunque agli esiti galloromanzi di stagnum e stagnare, così come li elenca il Wartburg:

– Stagnum porta, come già visto, al provenzale estanh, estaynch, estaing; medio francese stagneux (agg.); francese moderno stagnal (agg.cioè provenant des eaux des etangs et des lacs oppure qui vit dans les marais), stagnicole; italiano stagno;

– Stagnare ha come esiti estagnà, étancher (riflessivo, s’imbiber, se souler); antico francese staigner (cioè deborder en formant un etang); medio francese restaigner (cioè croupir, etre stagnant des sentiments o des humeurs du corps), stagnant (cioè qui ne coule pas; qui ne circule pas et s’accumule dans quelque partie du corps; inactif, qui ne fait aucun progres); francese moderno stagner (non colare; non muoversi; essere stagnanti sulla via spirituale), dall’ablativo stagnation (cioè inertie, suspension d’activité; oppure stagnare del sangue e degli altri umori corporali).

Per l’antico francese, il Godefroy riporta, tra i significati, per estanchier [che varia con estenchier, esthanchier, estancier, -sier, -quier, -kier, -cquier, -cher, estauncher, estainchier, estaingchier, atanchier, atainchier, stanchier, stainchier]: fermare, arrestare (anche in senso riflessivo); opporre, ostacolare, prevenire; far cessare, terminare; disseccare; stancare una persona, seccare o asciugare le sue lacrime; arrestarsi per la stanchezza, abbattersi, faticare. In conclusione, l’Autore propone la seguente nota: “la langue moderne a gardé le verbe etancher dans le sense d’etoupper, de boucher les petites ouvertures d’un vaisseau, d’arreter l’ecoulement d’une chose liquide qui s’enfuit par quelque ouverture; etancher un batardeau, une cuve, etancher le sang. C’est pas extension, et toujours dans le sens d’arreter, qu’on dit etancher la soif.” [La lingua moderna ha conservato il verbo nel senso di “bloccare, ostruire le piccole aperture di un vascello o vaso, di arrestare lo scorrere di un liquido attraverso un’apertura; ostruire una diga provvisoria, una tinozza; arrestare il (flusso di) sangue. Per estensione, e sempre nel senso di arrestare, si dice bloccare la sete]. Per stagne [o stainche, estainge, tanche] abbiamo: etang (stagno), noms de lieux anciens (antico toponimo).

Concludiamo infine con la rassegna dei significati degli esiti italiani, attraverso il  Grande dizionario della lingua italiana di Battaglia e ulteriori dati etimologici, sempre per l’italiano, dal dizionario Cortellazzo-Zolli.

Sul Battaglia abbiamo, per stagnare:

–        Fermarsi o esser fermo in una conca, bassura o ansa, formando una pozza, uno stagno o un acquitrino; impaludarsi;

–        Per estensione: cessare di scorrere, p. es di fuoriuscire da una ferita;

–        Essere a stento trattenuto, detto p. es anche delle lacrime dalle ciglia;

–        Bloccarsi, interrompersi;

–        Cessare di fuoriuscire da un recipiente;

–        Esser sospeso nell’aria o in un ambiente;

–        Permanere (detto p. es di un insieme di suoni); avere andamento lento e monotono; restare non pronunciato;

–        Restare inerte o fermo nel luogo in cui ci si trova; rimanere fisso (p. es dello sguardo); restare a lungo inevaso (p. es di pratica); consolidarsi;

–        FIG. Persistere in una persona o nell’animo, nella mente; mantenersi lungamente (di pensiero, atteggiamento, sentimento); restare impresso (p. es nei tratti del volto); acquietarsi;

–        Trascorrere con monotonia, senza novità o entusiasmi;

–        Mantenersi in una condizione di immobilità, senza prospettiva di sviluppo;

–        ECON. Non presentare segnali o tendenze di sviluppo, incremento o innovazione; essere sottratto alla circolazione del mercato; giacere invenduto; mantenere invariato, senza incremento;

–        Consolare, confortare qualcuno; sedare l’irrequietezza;

–        Contraddire.

Mentre, per stagno (it. antico staino):

–        Raccolta di acqua stagnante dolce o salmastra, per lo più estesa e poco profonda, il cui fondo si presenta spesso melmoso e ricoperto di vegetazione palustre; trae origine da precipitazioni, invasione di acque marine, dall’impaludamento di fiumi in anse o dall’emergere di una falda acquifera in aree depresse di terreni alluvionali, oppure può costituire la fase di estinzione e prosciugamento di un lago o essere formata da cavi artificiali;

–        Per estensione: mare chiuso;

–        In ambito letterario, metaforicamente inteso come cielo sereno, immobile;

–        FIG. Inerzia, indifferenza, apatia morale o intellettuale; monotonia delle abitudini di vita;

–        Ambiente o attività angustamente immobilistica, incapace di sviluppi originali o impulsi vitali;

–        Tranquillità interiore;

–        Profusione, abbondanza di sentimento;

–        LOCUZIONE: fare stagno, formare paludi o acquitrini, rallentando o fermando il proprio corso;

Infine, per stancare:

–                    Logorare fisicamente, affaticare, fiaccare, sottoporre a sforzo gravoso;

–                    Mettere duramente alla prova una persona, il suo impegno, la sua costanza, le sue capacità, le sue facoltà mentali, farne venir meno la pazienza o la resistenza;

–                    Consultare ripetutamente un testo, sfruttare fino in fondo le possibilità espressive offerte da un argomento;

–                    Annoiare, infastidire;

–                    Sfruttare eccessivamente un terreno impoverendolo di sostanze nutritive;

–                    Protrarre indefinitamente una trattativa, rallentarla con pretesti;

–                    in senso riflessivo, perdere energie fisiche e mentali, affaticarsi; impegnarsi strenuamente per il conseguimento di un obiettivo;

–                    Desistere da un’impresa, iniziativa o azione, esserne stufo;

–                    Venir meno, esaurirsi;

–                    Essere manchevole, venire meno ai propri fini;

–                    Diminuire progressivamente di intensità fino a cessare.

Ma stancare è anche – in italiano antico – stagnare un’imbarcazione.

Dal Dizionario etimologico italiano Cortellazzo – Zolli:

Stagno: piccola distesa d’acqua poco profonda sulla quale affiorano piante palustri (estagno, sec XIII, compasso da navigare). Derivati: stagnante, participio presente e aggettivo, ‘che stagna, si ferma’; stagnare, verbo transitivo, ‘far cessare il flusso di un liquido’, intransitivo ‘cessar di fluire’, ‘fermarsi, formando uno stagno, detto di acqua’, ‘ridursi notevolmente d’intensità, detto specialmente di attività economica’ – dal lat. STAGNU(M), di origine incerta, col derivato STAGNARE ‘ristagnare, impaludarsi; far rimaner fermo, stagnante’.

Stanco: aggettivo. Derivati: stanca ‘fase della piena di un fiume in cui le acque cessano di crescere’; stancabile ‘che si stanca facilmente’; stancare ‘rendere stanco, fisicamente o psichicamente; far venir meno l’impegno; annoiare, tediare, infastidire’; stanchezza ‘condizione di stanco’ – Per l’etimo si pensa a una sovrapposizione di stanco a manco, ma è ipotesi che lascia perplessi. Si ha uno studio di G. Alessio in proposito (riportato anche nel dizionario etimologico Battisti-Alessio): “stanco premette un latino volgare *stancus, panromanzo, che non può esser inteso come vecchio francesismo (estanc) per via del rumeno sting. L’etimologia di *stancus è molto incerta; potrebbe darsi che sia un incrocio di stracco con manco (detto del braccio e della mano sinistra perché il sinistro è più debole del destro). La supposizione che stanco sia un aggettivo verbale di stancare e questo da *exstagnicare, intorpidirsi, è precaria”.

Dal Breve diccionario etimologico de la lengua castellana di Corominas:

Estañ deriva dal lat. stagnum, con ulteriore derivato estañar.

Estancar: voce della fine del sec. XIII, parte di un’ampia famiglia di vocaboli diffusa in tutti i paesi romanzi, che comprende portoghese, catalano e occitanico estancar (frenare il corso di una corrente d’acqua); francese etancher; italiano stancare; e inoltre, senza il prefisso es-, il verbo primitivo  è rappresentato dal catalano tancar (chiudere), voce del sec. XII con altri esiti nell’occitanico tancar, nel sardo tancare e nel castigliano atancar (attestato nel 1595), con gli stessi significati. L’etimologia di questo gruppo di parole, la cui idea centrale pare essere quella di “chiudere, fermare”, è incerta, probabilmente preromana, da una radice indoeuropea *TANKO, “individuare, fissare”.

Melania Gatti

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